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Il disegnatore è come uno scrittore che racconta una storia. Ogni sua pennellata è una parola, o una frase intrisa di emozioni, aspettative e desideri. Anche l’illustratore deve fare i conti con la determinazione dei suoi personaggi e deve poter riempire di colore gli ostacoli del mondo circostante fatto di cose e persone ed eventi.
Chi impugna una matita, o una penna, guarda al foglio come il contadino che entra nella terra vergine stringendo in mano la vanga. Ogni segno che si lascia dietro è profondo come il solco lungo il quale viene piantato il seme. Una profondità che si relaziona con la prospettiva del risultato, quella di aiutare una vita a crescere. Una lotta continua contro le intemperie e gli animali selvatici. Una lotta che deve trasformare la frustrazione di aver perso un seme per garantire la crescita di tutti gli altri.

foto di gulnar hajo

Gulnar Hajo è l’illustratrice siriana che ha disegnato il logo di Hayat.  Originaria di Damasco inizia ad illustrare e pubblicare libri per bambini nel 2004, anno della fondazione della Bright Fingers Publishing House. Nel 2015, dopo aver dovuto abbandonare la sua terra natia, apre a Istanbul, Turchia, Pages Bookstore Café, la prima libreria araba della città, continuando anche lì il suo lavoro con passione e creando un punto di riferimento per la comunità siriana in città.
A Gulnar abbiamo chiesto di immergersi completamente nelle nostre visioni di futuro, con lo stesso entusiasmo che caratterizza il fermento sinaptico dei nostri cervelli quando brulica di eventi, progetti, sorrisi.

Hayat, in arabo, significa “vita”. “Vita” è forse la parola più astratta che esista al mondo. Non la puoi toccare “davvero”, non la puoi vedere o sentire “davvero”. Va compresa nelle sue piccole declinazioni. Quelle che la rendono linfa vitale per le foglie degli alberi, che Gulnar ha scelto di regalare al nostro logo come un cuore che pompa sangue nelle vene. Dimensioni che si snodano intorno ai colori o alle forme di un disegno.
Nel logo di Hayat c’è una storia che va al di là del visibile. I tratti tipici dell’arte araba che Gulnar ha affiancato alle foglie, sono il simbolo di una richiesta universale, quella cioè di andare oltre la realtà sensoriale.

Il nostro logo racconta la storia di un’idea, di un viaggio, che nasce dal basso, con l’entusiasmo e le competenze di chi vuole che si sviluppi con cura e determinazione, superando le intemperie, senza aggirarle, perché le difficoltà vanno affrontate e trasformate.
Un viaggio che non nasconde i conflitti che lo inondano, perché si sa, se ci sono cuori e menti diversi, il confronto non solo è inevitabile, ma auspicabile.

Un viaggio che assomiglia a un figlio, o a una figlia. Una creatura che si serve del terreno che gli forniamo per imparare a camminare, che ci osserva per costruire la propria indipendenza e per acquisire quegli strumenti che le serviranno presto per rialzarsi da sola, quando cadrà.
Un viaggio fatto da persone che mille volte sono cadute e mille volte si sono rialzate rinascendo dalle proprie ceneri.
Un viaggio complesso, e proprio per questo bello, che speriamo vogliate condividere con noi.

Hayat Logo

“Hayat means Life in arabic, and the three words following the Association name are Life, Growth, Resiliency. I thought immediately about nature, trees and mostly the leaves of a tree. Leaves are the ones always carrying life inside them. For this reason I’ve put them in the logo as a symbol of that. I’ve also put my drawings inside the logo, a classical drawing coming from the arab culture, that is matching with Hayat work with arab children.”  

[Gulnar Hajo]