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Quando siamo venuti a contatto per la prima volta con la cultura araba?

Abbiamo mai studiato qualche dettaglio sull’Impero Ottomano al liceo? A scuola abbiamo mai approfondito le origini e gli effetti del colonialismo Italiano nel Mediterraneo?

Queste e altre domande, insieme all’intenso desiderio di smantellare pregiudizi diffusi e stereotipi discriminanti, ci hanno portato a progettare AMID: percorsi di approfondimento delle culture del Mediterraneo e dei diritti umani.

Con il sostegno del Comune di Bologna e in rete con 4 associazioni, tra il febbraio e l’aprile del 2019 Hayat ha elaborato un ciclo di incontri di studio e riflessione per una classe IV del Liceo Scientifico Righi di Bologna, seguito da incontri culturali aperti alla cittadinanza.

 

All’interno del liceo, tra febbraio e aprile, un gruppo di lavoro composto da giuriste specializzate in campo costituzionale e dei diritti umani, esperti di lingue e storia del Vicino Oriente e formatrici specializzate nella comunicazione ha:

  • approfondito alcune porzioni di storia contemporanea dimenticate dai testi scolastici come l’Impero Ottomano e i suoi rapporti con l’Europa;
  • approfondito il colonialismo europeo (e italiano) nel Mediterraneo e i suoi effetti fino ai nostri giorni;
  • aperto una finestra sulla lingua e la cultura araba e quella turca, sottolineando le vicinanze, al di là delle differenze, dei paesi affacciati sul mare nostrum;
  • analizzato concetti giuridici relativi ai diritti umani in una prospettiva comparata tra diverse costituzioni e infine messo alla prova i ragazzi nel riconoscere la loro applicazione nella vita di tutti i giorni.

Terminato il progetto all’interno del liceo Righi, tra maggio e giugno 2019, Hayat ha organizzato due iftar volti all’approfondimento, attraverso la condivisione del momento dell’interruzione del digiuno, tanto importante per la religione musulmana, tra residenti italiani e stranieri della città. Gli iftar hanno avuto luogo uno, sotto il ponte di via Libia, l’altro, organizzato con la partecipazione dell’attività siriana I Sapori Di Aleppo, presso la velostazione Dynamo in occasione dell’apertura di una mostra fotografica di Firas Abdullah, fotografo e attivista per i diritti umani Siriano, all’interno del festival IT.A.CA.

I percorsi hanno avuto termine con la proiezione e dibattito attorno al film “Porto il Velo, Adoro i Queen” a cui hanno partecipato la regista, Luisa Porrino e Sana Darghmouni, professoressa presso il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell’Università di Bologna.

70

ADULTI E RAGAZZI

4

MESI DI FORMAZIONE ED EVENTI CULTURALI

8

ASSOCIAZIONI IN RETE

QUESTO PROGETTO È

SVILUPPATO DA:

FINANZIATO DA:

IN COLLABORAZIONE CON:

all’interno di una rete di co-progettazione che ha incluso l’associazione Enea Progetti Migranti, Lulian, Le altre Voci di Afkar, Noi siamo Chiesa,Dialogo Ecumenico