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RegenerH8

Il nodo centrale del progetto Regener-H8 è stato immaginare un modo differente e autentico di incontrarsi, tra ragazzi, migranti e cittadini, e di raccontarsi. Il Progetto ha visto perciò lo sviluppo di due parti indipendenti, il lavoro con una classe del liceo Righi e quello con i ragazzi migranti presso il Ponte di Via Libia, incentrate sul dar voce e strumenti a bisogni individuali e collettivi differenti, seguendo tuttavia un unico filo conduttore. Agli studenti del Liceo è stato proposto un ciclo di laboratori interattivi in cui hanno sperimentato su di sé e tra loro le dinamiche principali della discriminazione, del pregiudizio, ed hanno appreso strumenti e metodi di cambiamento concreto, nel dialogo interpersonale e nelle possibilità di incidere positivamente nella propria comunità.

Ogni incontro ha visto l’alternarsi della facilitazione interattiva e dialogica di contenuti teorici con momenti esperienziali pratici e interattivi, riservando sempre un ampio spazio all’espressione libera dei ragazzi. Gli studenti hanno sperimentato tecniche nonché benefici relazionali della comunicazione nonviolenta e dell’ascolto attivo; approfondito la  funzione di mediazione o di inasprimento dei conflitti sociali che può assumere il diritto, e in particolare il diritto dell’immigrazione; partecipato attivamente  al Migrantour interculturale nel Quartiere Bolognina guidato dai mediatori culturali di Next Generation Italy, con approfondimenti storici e sociologici intrecciati al racconto personale di esperienze di migrazione; hanno fatto esperienza della co-progettazione attraverso il metodo di Design thinking come forma di intervento dal basso per contribuire al miglioramento della propria comunità; hanno avuto l’opportunità, all’interno di una fase particolarmente delicata della vita di ognuno, di porre l’attenzione sull’aspetto emozionale della relazione con sé stessi e con gli altri.

Il tema dell’antidiscriminazione e dell’incontro con l’altro è stato approfondito sui piani comunicativo, relazionale, giuridico, emozionale e progettuale.

Ai ragazzi migranti è stato proposto un ciclo di incontri interattivi psicologici. L’uso di espedienti figurativi, grafici, e di espressione corporea ha favorito sia la comunicazione spontanea e libera sia la comprensione reciproca al di là delle differenze linguistiche, lasciando molto spazio all’ascolto di sé, all’espressione e interazione. Dalla presentazione reciproca, sono stati approfonditi gli ambiti delle relazioni e della collocazione delle emozioni. L’incontro conclusivo si è focalizzato sull’esplorazione soggettiva dello spazio cittadino, costruendo una mappa emozionale della loro Bologna.

Infine i due gruppi si sono incontrati, in un grande cerchio al Ponte di via Libia, hanno raccontato le loro storie attraverso il confronto delle mappe della città elaborate nei rispettivi ultimi laboratori, individuando luoghi significativi e importanti, e entrando a conoscenza di modi diversi di vivere alcuni posti comuni. L’incontro si è concluso con l’individuazione di un itinerario da ripercorrere insieme durante il tour interculturale di chiusura, aperto al pubblico. Il tour ha attraversato i luoghi più vissuti da tutti del centro di Bologna, da piazza Maggiore fino alla stazione passando dalla zona universitaria, e ripercorso immaginari e emozioni che alcuni luoghi importanti richiamano, aprendo al dibattito su ciò che nella comunità fa sentire “a casa”.

Abbiamo scelto di facilitare la consapevolezza del tessuto di intrecci inestricabili che costituisce la realtà umana ponendo come tema centrale gli spazi comuni della città di Bologna: una città vissuta da tutti eppure intrisa di sensazioni e percezioni differenti, che ne fanno un insieme di immaginari e scenari particolari. La condivisione è stata intensa e sincera. La Bologna che è emersa dall’insieme della città dei sentimenti e dei ricordi personali con la città delle esperienze concretamente vissute da ognuno è stata al centro del racconto della tavola partecipata, e del tour interculturale aperto al pubblico.

20

RAGAZZI DEL LICEO SCIENTIFICO A. RIGHI

15

RAGAZZI MIGRANTI

11

LABORATORI PER I DUE GRUPPI

1

TOUR COPROGETTATO APERTO ALLA CITTADINANZA

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