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Amal Al Hayat Merkezi

Il nostro sogno per il 2019, il Community Centre a Gaziantep, è diventato realtà. In collaborazione con Amal for Education e grazie al sostegno dei fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese, questa estate [la nostra visione] il nostro progetto ha iniziato a [camminare] prendere vita e a crescere. L’abbiamo chiamato Amal al Hayat Merkezi, “La Speranza della Vita”, unendo i nomi delle due associazioni: oggi il centro è un piccolo, reale luogo di inclusione, tutela dei diritti, integrazione e sviluppo per gli orfani e le vedove di guerra che sono fuggiti dalla Siria e sono divenuti profughi nei sobborghi di Gaziantep.   Stando alle fonti ONU, a ottobre 2019 ci sono 5,644,769 rifugiati siriani nel mondo. La maggior parte dei profughi vive in aree cittadine, periferiche o rurali in Libano, Giordania e soprattutto Turchia, che ne ospita il 65% ovvero oltre 3.6 milioni di rifugiati siriani (UNHCR, Syria Regional Refugee Response 2019). Il 90% di queste persone si trova fuori dai campi profughi senza assistenza per alloggio e per la sopravvivenza quotidiana. Gaziantep, a 90 chilometri da Aleppo, è una delle città più segnate dalla presenza di profughi siriani: ne conta circa 500 mila. Gaziantep (2.000.000 abitanti), una delle maggiori città della Turchia, si sviluppa su una grande superficie, cosa che rende la comunità siriana più dispersa ma offre potenzialità di integrazione e opportunità lavorative maggiori rispetto ad altre aree di confine. Per accedere a queste opportunità si impone come primario l’accesso alla lingua turca per le/i profughe/i siriane e per i bambini/e, che dall’anno scolastico 2016-17 sono obbligati all’inserimento nella scuola pubblica turca, in seguito allo smantellamento delle istituzioni provvisorie siriane che fornivano servizi educativi in lingua araba. La conseguenza di questa linea istituzionale in molti casi si è tradotta in un aumento della dispersione scolastica e del lavoro minorile di ragazzi e ragazze dai 10 anni in su. Quasi la metà della popolazione siriana in Turchia è composta infatti da bambini tra gli 0 e i 17 anni ( il 45% secondo dati UNHCR, 2018) e sebbene il numero di bambini siriani nelle scuole turche sia aumentato negli anni, circa il 38% non è ancora inserito, secondo le stime del’International Crisis Group.   Noi di Hayat crediamo profondamente che offrire uno spazio di educazione e tutela delle persone rifugiate sia una questione di giustizia fondamentale, perché riteniamo che una comunità giusta e pacifica si costruisca sulla risposta a esigenze di salute, sociali, economiche, culturali ed emotive dei più vulnerabili. Ecco perché abbiamo deciso di aprire questo centro: uno spazio di supporto alle donne siriane vedove e capifamiglia in materia di salute, educazione alimentare, supporto psicologico nel rapporto madre/figli e avviamento professionale. Un luogo dove per i bambini è previsto un programma psico-sociale, educativo e ricreativo fondato da una parte sul rafforzamento della lingua e cultura turca per il miglioramento dell’inserimento scolastico e la riduzione dei conflitti con i compagni turchi e dall’altra sulla conservazione della lingua araba scritta e parlata con lo svolgimento di un programma originale di attività educative e ricreative in arabo che promuovano la lettura autonoma e lo sviluppo di sicurezza e autonomia di studio. E dall’altra su attività basate sugli interessi espressi dai beneficiari al fine anche di identificare talenti e facilitare l’orientamento educativo futuro. Si propongono laboratori esperienziali e interattivi con metodologia di role-play e social drama; laboratori di arteterapia, educazione alla pace e interazioni non violente che includono diversi strumenti quali: musica, espressioni corporee, arti visive, pittura, teatralizzazione. Questi laboratori accompagnano i bambini in un percorso psicosociale di autonomia e autodeterminazione per proteggerli dallo sfruttamento sessuale e dalla violenza di genere e li motiverà ad affermarsi secondo le proprie specificità caratteriali ed emozionali, rispettando l’altro e il diverso, a partire da sé stessi.   Durante gli scorsi mesi, i team di Hayat e Amal hanno dato vita il centro avviando attività ludico-ricreative per i bambini tenute da due educatrici siriane e attività di supporto alle donne insieme ai partner locali UOSSM (Union of Medical Care and Relief Organizations) e WSA (Women Support Association), che le beneficiarie hanno mostrato di apprezzare profondamente. Con la fine dell’estate, il team Hayat ha adattato le attività del centro per accompagnare i bambini al meglio durante l’anno scolastico, offrendo loro sessioni di gioco educativo e di supporto psicosociale durante i weekend: le stanze di Amal al Hayat a cui i bimbi si sono affezionati durante le vacanze estive rimarranno sempre aperte per accoglierli e supportarli parallelamente all’educazione formale. Con il sostegno e l’aiuto di due psicologi professionisti, le nostre educatrici siriane stanno sviluppando un programma specifico per riempire i giorni liberi dei bambini con attività ludiche e di riflessione mirate ad una crescita sana, serena e consapevole all’interno di un contesto non ordinario, in cui l’integrazione scolastica e la serenità familiare sono spesso incrinate o molto fragili. Durante la settimana stanno invece continuando le attività con le donne sviluppate insieme a UOSSM e WSA.