fbpx

Proteggete le nostre leggi e l’umanità!

Nei giorni scorsi una rete di 85 organizzazioni ha pubblicato una lettera aperta sugli attuali sviluppi alle frontiere greche in particolar modo riguardo l’accesso all’asilo e il bersagliamento degli attori e dei collettivi della società civile.

Noi di Hayat condividiamo la totalità delle richieste indirizzate al presidente greco e ai presidenti di Consiglio, Commissione e Parlamento Europei, e per questo abbiamo deciso di sottoscrivere l’appello, traducendolo e ripubblicandolo qui sotto.

“Proteggete le nostre leggi e l’umanità!”


Lettera aperta di 85 organizzazioni


A: 
Primo Ministro della Repubblica Ellenica, Kyriakos Mitsotakis
Il Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli
Il Presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel
La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen


Atene, 6 marzo 2020 – Le organizzazioni sottoscriventi sono profondamente preoccupate per i recenti sviluppi al confine di Evros e delle isole dell’Egeo, dove le persone sono bloccate ai confini dell’Europa, strumentalizzate per scopi politici e soggette a violazioni dei loro diritti. Siamo anche profondamente preoccupati per il modo in cui le autorità della Grecia e dell’Unione Europea stanno gestendo i nuovi arrivi. Altrettanto allarmanti sono le azioni estreme messe in atto dalle forze di sicurezza contro i rifugiati e dei civili contro il personale delle organizzazioni umanitarie e per i diritti umani. Il clima di panico e la retorica della “minaccia asimmetrica” – anch’essa promossa dalle autorità – non riflette la realtà e colpisce seriamente non solo i rifugiati vulnerabili, ma anche la nostra società e lo Stato di diritto nel suo complesso. 


In particolare:

Esprimiamo la nostra ferma opposizione alle recenti decisioni del Consiglio Governativo Greco per gli Affari Esteri e la Difesa (KYSEA), e in particolare all’adozione del Decreto Legislativo d’Emergenza, che prevede la sospensione del diritto di chiedere asilo per tutte le persone che entrano nel Paese e il loro ritorno senza registrazione, nei loro Paesi di origine o di transito. L’applicazione di tale disposizione normativa è disumana e illegale in quanto viola il principio fondamentale di non respingimento, comporta responsabilità internazionali per la Grecia e mette in pericolo vite umane. È fuori discussione che la Grecia abbia la competenza sovrana di controllare i suoi confini e di gestire i suoi eventuali attraversamenti. Tuttavia, il diritto di chiedere asilo è un diritto umano fondamentale sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE. 


Denunciamo anche gli attacchi alle organizzazioni che difendono i diritti umani e alle organizzazioni umanitarie, rilevando che senza il sostegno di queste organizzazioni, il sistema di gestione dei rifugiati in Grecia crollerebbe. Inoltre, la solidarietà è stata stigmatizzata ed è diventata oggetto di sospetti, il che è stato anche esacerbato dai membri del governo, fomentando la violenza e l’illegalità nella società in generale. Denunciamo qualsiasi dichiarazione, azione o politica che fomenta o tollera il bigottismo. 


Chiediamo al governo greco di:

  • Ritirare il decreto legislativo d’emergenza illegale e incostituzionale e rispettare gli obblighi dello Stato greco in materia di protezione della vita umana e di salvataggio in mare e alle frontiere terrestri.
  • Smettere immediatamente di rimandare le persone in Stati dove la loro vita e la loro libertà sono a rischio, o dove rischiano di essere sottoposte a tortura o ad altri trattamenti o punizioni inumani o degradanti.
  • Alleviare immediatamente il sovraffollamento delle isole trasferendo i richiedenti asilo sulla terraferma, proteggendo il loro benessere e la loro salute. La priorità dovrebbe essere data ai minori non accompagnati più vulnerabili e alle famiglie con bambini.
  • Adottare le misure necessarie per proteggere ogni persona da atti di violenza, vittimizzazione e razzismo.

Ricordiamo che l’UE dovrebbe assumersi responsabilità sostanziali per la protezione delle persone in movimento in modo da dimostrare rispetto per la dignità umana e la legalità e come questione di responsabilità condivisa tra gli Stati membri dell’UE nel contesto della gestione di quella che è, prima di tutto, una questione europea. Il diritto d’asilo e il rispetto del principio di non respingimento sono elementi fondamentali del diritto internazionale e dell’UE e pertanto le autorità dell’Unione europea devono adottare le misure necessarie per la loro protezione.

Pertanto:

  • La Commissione Europea, in quanto custode dei trattati, dovrebbe proteggere il diritto d’asilo come sancito dal diritto dell’UE. Pertanto, dovrebbe invertire la retorica “aspida (scudo)” usata dalla Grecia e sollecitarla ad assumersi i suoi obblighi legali.
  • Gli Stati membri dell’UE dovrebbero ripristinare immediatamente i meccanismi per il trasferimento dei rifugiati e dei richiedenti asilo dalla Grecia ad altri Stati membri, in modo equo e razionale, dando priorità ai minori non accompagnati. Gli Stati membri dell’UE dovrebbero aumentare il reinsediamento dei rifugiati direttamente dalla Turchia.
  • Gli Stati membri dell’UE e le istituzioni dovrebbero rivedere la dichiarazione UE-Turchia, che – oltre alla lacuna giuridica – si è ora dimostrata uno strumento politico imprevedibile e insostenibile per la gestione delle frontiere.

In conclusione, invitiamo tutte le parti a rispettare la legge e a salvaguardare i valori democratici europei. Ogni ulteriore regresso avrà conseguenze importanti sulle società europee, sulla democrazia europea e sullo stato di diritto.