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Laboratori Educativi

Qui trovate i laboratori educativi portati avanti da Hayat sotto i portici del Treno della Barca a Bologna.

I bambini del Palestine youth club di Shatila (Beirut) incontrano Hayat alla Barca, giugno 2025

A giugno 2025, Hayat ha partecipato a un progetto organizzato da Un Ponte Per ETS, ospitando una delegazione di 11 bambini palestinesi di età compresa tra gli 8 e i 13 anni, membri della squadra di calcio “Palestine Youth Club” attiva nel campo profughi di Shatila, a Beirut (Libano).

Il viaggio del “Palestine Youth Club” in Italia si inserisce in un lunghissimo percorso di solidarietà e collaborazioni sportive che UPP ha costruito nel campo di Shatila, dove è operativa da oltre 20 anni nel sostegno alla popolazione rifugiata palestinese, e dove sostiene attivamente il centro sportivo in cui si allena la squadra. Lo scopo del progetto è sensibilizzare cittadinanza e istituzioni sull’accesso al diritto allo sport, negato come molti altri diritti alla popolazione palestinese rifugiata in Libano.

La delegazione ha trascorso quindici giorni in Italia, facendo tappa a Bologna, Firenze e Roma. A Bologna, i ragazzi hanno incontrato alcune realtà di sport popolari, Palestra Popolare TPO; PCB – Pallacanestro Cooperativa Bologna e Polisportiva Hic Sunt Leones, condividendo momenti di gioco, allenamento e scambio. Anche Hayat ha avuto il privilegio di ospitarli, in una mattinata emozionante in cui la delegazione è stata accolta non solo dai volontari, ma anche dall* bimb* del doposcuola e dalle loro famiglie. 

Prima di questo viaggio, infatti, ci siamo soffermati durante i nostri laboratori sui valori della libertà, della solidarietà e della giustizia, e sull’importanza di coltivarli sin da piccoli. Abbiamo provato, attraverso il gioco e l’educazione, a costruire insieme una dimensione pronta ad accogliere chiunque attraversi i nostri spazi. Le attività scaturite da questa riflessione hanno dato vita a uno scambio di disegni tra l* bimb* del doposcuola e quelli della delegazione. Prima ancora di incontrarsi dal vivo, dunque, l* bimb* hanno potuto prepararsi al loro incontro, trovando un nuovo modo per entrare in relazione e comunicare, stimolando la propria creatività. 

La mattinata passata insieme in Hayat ha rappresentato un intreccio di storie e soggettività ricche di complessità, che hanno imparato a conoscersi e andare oltre le differenze linguistiche e caratteriali, trasformandole in uno strumento per inventare nuovi modi per stare insieme. 

è ispirandoci a esperienze come queste che si basa la nostra idea di comunità, che riparte dalle periferie e dalla ricchezza che racchiudono in sé, in cui l’educazione e la cura diventano pratiche di resistenza e lo stare insieme una pratica politica che si impara con il tempo

Doposcuola

Il doposcuola di Hayat, attivo dal 2024, nasce in stretta collaborazione con la Scuola Primaria Giovanni XXIII del quartiere Borgo Panigale Reno di Bologna, per rispondere all’esigenza di uno spazio di socialità extrascolastico per l* bimb* della zona Barca, in cui potersi esercitare nell’utilizzo quotidiano della lingua italiana attraverso il gioco ed esplorare nuovi modi di stare insieme. 

Il doposcuola si articola in due progetti formativi distinti: 

  • un laboratorio educativo extra-scolastico per bambin* dai 6 ai 10 anni, caratterizzato da laboratori creativi e attività formative, orientate alla promozione di un’educazione ai diritti e alla partecipazione attiva. Uno degli obiettivi principali del laboratorio, infatti, è coinvolgere l* stess* bambin* nella creazione di uno spazio accogliente e interattivo in cui possano crescere 
  • un percorso di potenziamento scolastico, per bambin* dagli 8 ai 10 anni, che offre supporto nello svolgimento dei compiti scolastici, per far fronte alle difficoltà nell’apprendimento e nell’utilizzo dell’italiano manifestate.

L’intero progetto si fonda sulla necessità di riaffermare il potenziale rivoluzionario e creativo che l’infanzia custodisce, continuamente soffocato dalle dinamiche di dominio e di paternalismo che tradizionalmente si instaurano nei confronti di bambin* e adolescenti. Fondamentale, dunque, è riaffermare relazioni che riconoscano la legittimità di ogni tipo di infanzia e il potere di agency che ogni minore incarna in sé. 

Affinchè questo avvenga, un primo passo può essere quello di ripensare gli spazi in cui l* bimb* crescono, e coinvolgerl* nella creazione di essi, fornendo loro gli strumenti per poter comunicare le proprie necessità e i propri desideri. 

Il doposcuola di Hayat prova dunque ad essere uno spazio co-costruito di incontro e partecipazione, basato sull’educazione non formale e su attività educative capaci di rispondere concretamente ai bisogni e alle emozioni rilevati dalle bambine e dai bambini. Considerando il contesto specifico, il progetto adotta approcci interculturali e multilingue per facilitare la partecipazione attiva di minori provenienti da famiglie con background migratorio. Riconosciamo, infatti, la diversità culturale e linguistica come elemento essenziale per la creazione di una comunità veramente inclusiva, in cui ogni specificità possa essere valorizzata. 

L* bambin* acquisiscono così la consapevolezza di essere protagonist* attiv* non solo del proprio processo di crescita, ma anche delle comunità che vivono, riconoscendosi come soggetti di diritti e capaci di contribuire alla trasformazione sociale. In questo modo, l’educazione passa dall’essere un mero trasmettitore di conoscenza a un agente di cambiamento strutturale, diventando uno strumento per costruire una società più equa e solidale, a cui davvero tutt* possano sentirsi legittimat* a contribuire.  

Laboratori per Adolescenti

I laboratori per adolescenti proposti da Hayat hanno offerto a ragazz* frequentanti la scuola superiore di primo grado un ciclo di incontri di coscientizzazione e di immaginazione per costruire spazi di ascolto e di cambiamento a partire dalla loro partecipazione attiva.

C’è  infatti una specifica problematicità rispetto alla fascia d’età 14-18 anni residenti in zona Barca, per la quale si accusa la mancanza di spazi e di centri aggregativi extra scolastici e extra domestici,, e tra le cui dinamiche si evidenzia l’alto tasso e rischio di dispersione scolastica. L’assenza di spazi per i giovani assume inoltre un carattere peculiare e significativo soprattutto se messa in relazione allo scarso impatto dei ragazz* nel dibattito pubblico e nell’agenda politica, tanto a livello locale quanto globale. La mancanza di spazi si riflette infatti in un’assenza di tempo per l’ascolto e quindi di raccolta di bisogni e dei sogni dei ragazz*, che di conseguenza non sono “coscientizzati” (P. Freire, 1970), vivendo un moto di disillusione e disinteresse verso le problematiche che affliggono la società portandoli ad una accettazione passiva dello status quo. Il progetto ha inteso quindi essere un’intervento socio-educativo efficace in risposta ad un’esigenza territoriale quanto globale, rendendo i ragazz* protagonist* e agenti di cura non solo di sé stessi ma della comunità intera.

La struttura del ciclo di laboratori è stato costituito da 6 incontri di 2 ore, condotti da un education expert e un tutor. Il ciclo è stato suddiviso in tre parti: 1. I primi due incontri basati sull’esplorazione e sull’analisi conoscitiva dei diritti dell’infanzia, volti ad acquisire una comprensione critica della loro applicazione nel contesto locale e globale.2. Nel terzo e nel quarto incontro ci si è focalizzati sull’identificazione dei garanti dei diritti vulnerati, in maniera da coinvolgere attivamente la comunità educante e la società civile; 3. Negli ultimi due incontri si è lavorato sulla creazione e sull’implementazione di strategie di advocacy e di sensibilizzazione per la tutela dei diritti identificati, incoraggiando i giovani a divenire promotori di cambiamento sociale. Oltre agli incontri laboratoriali, il progetto ha previsto un incontro con gli amministratori locali. Questa fase è stata essenziale per stimolare un dialogo costruttivo tra i giovani e le istituzioni e per promuovere un impegno concreto verso il miglioramento delle condizioni di vita dei ragazz* nel contesto locale e non solo. 

Il progetto è nato in collaborazione con l’associazione per l’educazione giovanile Ape onlus e il Centro Anni Verdi del Treno della Barca all’interno del progetto P.O.N.T.E tra Comunità finanziato dal Bando Servizi alla Persona della Fondazione Carisbo.